A circa due settimane dall’annuncio dell’entrata in vigore di una legge contro l’aborto terapeutico, gli scontri e le proteste in tutta la Polonia non accennano a rallentare. È un vero record di manifestanti anche nel cuore di Varsavia, dove un’immensa folla di donne e di uomini (oltre 100mila persone) si è riversata in strada per raccogliersi nei pressi della dimora di Jaroslaw Kaczynski, fondatore del partito conservatore Diritto e Giustizia (“PiS” in polacco: Prawo i Sprawiedliwość) che da ormai cinque anni guida il Paese, chiedendo di fare marcia indietro.

L’improvvisa decisione d’inasprire la legge sull’aborto (che in Polonia è già una delle più severe al mondo) nel bel mezzo di una pandemia, è stata percepita dai più come un tentativo di soffocare ogni opposizione, finendo all’opposto per unire il popolo in nome di una causa comune. Le proteste si sono così rapidamente diffuse a macchia d’olio in tutto il paese.

Sfidando le norme anti-Covid-19 che in Polonia vietano i raduni con più di cinque persone, 400mila individui in tutto il paese sono scesi in piazza al grido di “Pierdole Pis” (“Vaffanculo PiS”), chiedendo semplicemente gli stessi diritti concessi alle donne negli altri paesi europei. A perorare la causa anche numerosi volti dello spettacolo.

Il 30 ottobre la Polonia ha di fatto assistito alla più grande manifestazione della sua storia. Secondo svariati analisti non si era mai vista una simile forma di dissenso da quando il PiS era al potere (2015), anche se molti si sono invece sbilanciati andando oltre e invocando persino i tempi del crollo del muro di Berlino (1989).

Da un lato, un’invasione di giovani danzanti al ritmo di cornamuse e musica techno, col simbolo della Polish Women’s Strike proiettato sulla facciata del Pałac Kultury i Nauki (il Palazzo della Scienza e della Cultura), ma anche molte famiglie con tanto di bambini al seguito. Dall’altro gli anti-abortisti intenti a ostacolare il corteo diffondendo a tutto volume lungo le strade il pianto di un infante.

Eppure, malgrado i numeri coinvolti e i diversi scontri con la polizia o con gruppi di estrema destra, a favore del provvedimento, la marcia su Varsavia è tuttavia da considerarsi una manifestazione pacifica e di straordinaria importanza storica. A quanto pare, taIi sforzi non si sono rivelati del tutto inutili, spingendo il governo polacco temporaneamente a ritrattare, ritardando la pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale.

C’è una discussione in corso e sarebbe bene prendersi del tempo per il dialogo e per trovare una nuova posizione in questa situazione che è difficile e suscita grandi emozioni” ha confermato nelle ultime ore Michal Dworczyk, capo dell’ufficio del primo ministro Mateusz Morawiecki. Un’apertura tuttavia che non convince troppo la piazza, che ha già annunciato ulteriori proteste.

Secondo la BBC, solo lo scorso anno in Polonia ci sarebbero state circa 1000 interruzioni legali di gravidanza. Diverse organizzazioni per i diritti delle donne hanno stimato che tra 80mila e 120mila donne polacche ogni anno siano costrette a ricorrere all’aborto clandestino o a fuggire all’estero.

Niccolò Ratto

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