Considerata erroneamente solo come la musa e l’amante di Max Ernst, Leonora Carrington è stata molto di più. Un’artista unica e indomabile, una voce rivoluzionaria capace di portare il femmineo all’interno della corrente surrealista, ma ancor più di sviluppare un’identità solida e indipendente. Guai però a chiamarla surrealista. Come era solita ripetere, Leonora dipingeva la realtà, non i sogni.

Quando le chiedevano di descrivere le circostanze della sua nascita, la pittrice e scrittrice Leonora Carrington amava dire alla gente che in realtà lei non era nata; bensì era stata creata. E per meglio rendere l’idea, raccontava loro una storia.
Sosteneva che un giorno malinconico, sua madre, sazia di tartufi al cioccolato, purea di ostriche e fagiano freddo, sentendosi grassa e indesiderabile, si sdraiò su uno strano macchinario. Questo meraviglioso aggeggio era stato progettato per estrarre centinaia di litri di sperma da animali di ogni genere e, come si può immaginare, portare chiunque lo utilizzasse all’orgasmo più spettacolare di sempre. Da questa fantastica unione tra donna, animale e macchina nacque Leonora e, quando il 6 aprile 1917 emerse, l’intera Inghilterra fu scossa da un evento straordinario.

Leonora Carrington

In questo fantasioso racconto a metà strada tra lo scherno e una personale interpretazione artistica delle sue origini, Leonora non faceva altro che esporre il proprio manifesto poetico. In esso si possono rintracciare infatti elementi ricorrenti quali il decadentismo, una profonda fascinazione per gli animali, per i corpi, ma soprattutto un senso dell’umorismo barocco e vivace, talvolta esageratamente ardito per il pubblico di quegli anni.

A essere sinceri, Leonora Carrington nacque a Clayton Green, Lancashire. Figlia di un ricco industriale e di una nobildonna di origini irlandesi, la giovane artista si rivelò sin da subito insofferente nei confronti delle severe regole sociali impostele in quanto donna, per di più appartenente a una famiglia alto-borghese.
Dimostrandosi un vero spirito libero, a soli quindici anni se ne andò a Firenze per proseguire la sua istruzione presso l’accademia d’arte di Miss Penrose. Al rientro in Inghilterra frequentò l’accademia del purista A. Ozenfant e nel 1937 incontrò Max Ernst, del quale s’innamorò perdutamente.

Ero solo una giovane ragazza innamorata quando seguii Ernst a Parigi”, ha dichiarato alcuni anni prima di morire.

Non ancora ventenne, Leonora si trovò così a vivere un’intensa e travagliata relazione con uno dei maggiori esponenti del surrealismo. La scelta di andarsene a Parigi con un uomo più vecchio e famoso di lei, non fu certo appoggiata dal padre, ma la giovane donna era abituata a lottare, specialmente con la famiglia. Malgrado qualche iniziale difficoltà, la parentesi francese si rivelò assai produttiva. Leonora ebbe infatti la possibilità di crescere, dedicandosi completamente alla pittura e alla scrittura. A incoraggiare la sua ricerca fu lo stesso Ernst, che le insegnò svariate tecniche quali il frottage, e la spronò a scrivere i suoi primi racconti. A quegli anni appartengono La Dama Ovale, che diede il titolo a una raccolta illustrata da Ernst, e La debuttante. Per elaborare quest’ultimo, la scrittrice s’ispirò al proprio debutto in società e in particolar modo ai balli aristocratici ai quali fu sovente costretta a partecipare. Da questi primi scritti traspare un ritratto preciso della figura femminile.

Le protagoniste sono giovani donne, introverse e ribelli, quasi sempre avulse dal contesto sociale a cui ufficialmente appartengono. Intrappolate in un sistema alienante, queste finiscono col preferire la compagnia degli animali a quella degli uomini, dando così il la a quella fusione donna – animale che contraddistingue l’intera produzione dell’artista britannica. La surreale commistione di elementi trasgressivi, violenti e a tratti orrorifici, le permisero oltretutto di ribaltare il concetto stesso di fiaba e aggredire con maggiore intensità le falle della realtà. Grazie anche all’annullamento di coordinate spazio – temporali e all’utilizzo marcato di un simbolismo sempre più raffinato, Leonora fece della sua arte un personalissimo strumento di critica sociale. In costante conflitto coi valori e le convenzioni con la borghesia dell’epoca, l’artista è stata una vera portavoce della ribellione femminile. Nonostante il forte ascendente che Ernst ebbe su di lei, Leonora rifiutò sempre il ruolo di musa ispiratrice, facendo il possibile per emergere coi propri mezzi.

Non avevo tempo per essere la musa di nessuno. Ero troppo occupata a ribellarmi alla mia famiglia e a imparare a essere un’artista”, disse in una delle sue ultime interviste.

Quando Ernst fu internato in un campo di concentramento, Leonora fuggì in Spagna, dove venne dichiarata pazza e rinchiusa nell’ospedale psichiatrico di Santander. Rilasciata per intercessione della famiglia, l’artista riuscì a ricominciare a vivere grazie al diplomatico Renato Leduc, che divenne suo marito e col quale si trasferì nel 1941 a New York e l’anno successivo a Città del Messico.

Ma è proprio qui, in Messico, che Leonora fu finalmente libera di esprimersi, raggiungendo la piena maturità artistica. A questo periodo risalgono infatti i suoi capolavori, come El Mundo Magico de los Mayas.
Opere decisamente più complesse e strutturate, arricchite dalle numerose esperienze collezionate nell’arco della sua vita. Profondamente segnate da una perfetta commistione di Cattolicesimo e spiritualismo precolombiano, le opere messicane riflettono l’influsso della psicologia junghiana, ma anche un’attenta ricerca antropologica. Ereditando il linguaggio visivo dei surrealisti, ma arricchendolo di continui riferimenti autobiografici e rimandi alle letture di formazione, Leonora crea così una corrente a sé stante, unica e intima come il proprio singolare approccio.

Leonora Carrington è morta nel 2011 a Città del Messico. Con la sua arte, ha cercato per tutta la vita di raccontare gli orrori del quotidiano, andando ben oltre le apparenze.

Niccolò Ratto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...