Balzate agli onori della cronaca per aver creato una serie di Superwomen, donne iconiche che hanno lasciato il segno nel mondo, le fantomatiche Lediesis sono ormai diventate un vero caso social. In pochi mesi hanno già ottenuto migliaia di followers e lo loro opere, dopo essere rimbalzate dai quotidiani ai telegiornali sono finalmente arrivate anche nei musei.

Il duo femminile di street artist, noto come Lediesis, ha più volte sostenuto come restare anonime in un mondo dominato dai social equivalga quasi ad avere un superpotere. Se non altro la maggior parte dei supereroi ci ha insegnato quanto sia importante mantenere celata la propria reale identità. E poi, l’alone di mistero creatosi intorno a loro deve avere in qualche modo contribuito all’esplosivo successo mediatico ottenuto dalla coppia.

Già dal nome, #Lediesis, si può notare una certa propensione al mondo dei social, della musica (il diesis) ma anche a quello dei giochi di parole. È infatti intrinseca nel nome l’apertura al mondo delle signore (Ladies) e in qualche modo a quella cultura pop, che spesso influenza la loro arte.

A chi si chiede come sia nata l’idea delle “superdonne”, Lediesis rispondono quasi per scherzo, durante una loro visita all’Arte Fiera a Bologna. Eppure è chiaro come l’obiettivo primario sia quello di omaggiare la donna, offrendo un momento di riflessione.
D’altro canto la loro prima incursione a Firenze, città capofila della street art italiana, è stata proprio in occasione dell’8 marzo, la festa della donna. E qual migliore modo per celebrare la figura femminile se non attaccando l’immagine di 8 donne in altrettante finestre cieche del centro storico fiorentino.
Persino lo stesso ripetersi del numero otto, spesso utilizzato per simboleggiare l’infinito, l’indefinibile, ma anche la completezza e l’equilibrio cosmico, sembrerebbe strizzare l’occhio alla perfezione armonica insita nella stessa natura femminile.

A tale scopo non è infatti casuale la scelta dei soggetti. Nei loro lavori, le Lediesis hanno rappresentato donne diverse per storia e cultura. Tutte però accomunate da un’incredibile volontà e forza d’animo.
Ecco quindi comparire la regina egizia Nefertari, Peggy Guggenheim, Alda Merini, Sofia Loren, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Marina Abramovic, Lina Wertmuller, Frida Kahlo, Maria Callas, Yayoi Kusama, Marlene Dietrich, Lashana Lynch e Ellie Goldstein, ma anche personaggi di finzione come la Principessa Leila, Lara Croft, Eva kant, Barbie e Morticia Addams.

Ciascuna di queste iconiche figure, è dotata della celebre “S” di Superman sul petto, quasi a giocare sul ribaltamento dei ruoli, e tutte fanno l’occhiolino. Una vera ricerca di complicità anche nello spettatore, il quale non può esimersi dal fermarsi a guardare e cominciare riflettere.

Niccolò Ratto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...