Selma Ottiliana Lovisa Lagerlöf, più semplicemente nota come Selma Lagerlöf, è stata la prima donna a ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1909 e a essere nominata fra gli Accademici di Svezia nel 1914. Molto probabilmente è stata la scrittrice svedese più conosciuta e amata nel mondo, e di sicuro una delle artiste più importanti nel panorama letterario mondiale.

Nata a Sunne, una cittadina della Svezia centrale situata nella contea di Värmland nel 1858, Selma Lagerlöf ebbe un’infanzia piuttosto felice. Ricevette una buona istruzione, le furono persino insegnati l’inglese e il francese, e a soli sette anni decise di diventare una scrittrice. In seguito a un voto fatto per salvare il padre da una grave malattia, a dieci anni lesse l’intera Bibbia, finendo per rimanerne particolarmente influenzata, specie dallo stile poetico e molto solenne, ricco di costanti analogie. Proseguì la propria formazione d’insegnante a Stoccolma e nel 1885 si trasferì a Landskrona per intraprendere la carriera di maestra e iniziare anche a interessarsi alla questione del suffragio femminile.

Lì scrisse il suo primo romanzo: Gösta Berlings saga, 2 vol.La leggenda di Gösta Berling (1891). Tutt’oggi considerata una tra le sue opere più rilevanti.
Gösta Berlings saga ricevette inizialmente una timida accoglienza anche a causa dell’aspra censura da parte della critica positivista. Il romanzo narra le avventure di 12 cavalieri, guidati dall’irresistibile Gösta Berling, un pastore protestante che ha lasciato il proprio paese e rinunciato al ministero in seguito alla forte dipendenza dall’alcool.

Come la maggior parte dei suoi lavori, anche l’opera d’esordio sembra sfuggire il realismo dell’epoca, in favore di uno stile lirico fiabesco e pieno di pathos. Abbracciando le leggende della tradizione scandinava e infarcendole di elementi magico-soprannaturali, Selma Lagerlöf maschera una narrativa di chiaro stampo pagano-fantastico ricoprendola d’insegnamenti e connotazioni dalle tinte fortemente cristiane.

Nel 1924, il regista Mauritz Stiller adatterà per il cinema Gösta Berlings saga, dirigendo l’omonimo film, con protagonista Lars Hanson affiancato da una giovanissima Greta Garbo.
Non sarà certo questa l’unica volta in cui un suo scritto sarà portato sul grande schermo. Le sue opere sono state infatti tradotte, illustrate e trasposte al cinema, diventando persino degli intramontabili capolavori come nel celebre caso di Körkarlen – Il carretto fantasma (1921) di Victor Sjöström. Un’opera tanto importante da influenzare Stanley Kubrick per la realizzazione della scena in cui Jack sfonda a colpi d’ascia la porta del bagno in Shining (1980).


D’altro canto proprio il racconto appena menzionato (pubblicato nel 1912), può essere considerato al pari di A Christmas Carol – Il canto di Natale di Dickens, come una meno nota, ma altrettanto fondamentale pietra miliare della letteratura natalizia. Una rielaborazione, per quanto riguarda temi e struttura narrativa, ancor più feroce e minimalista.

Nel 1894 l’autrice pubblicò una raccolta di racconti, Osynliga länkar – Invisible Links (Legami invisibili), e nel 1895, dopo aver vinto una borsa di studio, smise di insegnare per dedicarsi completamente alla scrittura. Dopo aver visitato l’Italia, pubblicò Antikrists mirakler – The Miracles of Antichrist (I miracoli dell’Anticristo, 1897), un romanzo socialista sulla Sicilia. Seguiranno En herrgårdssägen – Tales of a Manor (1899), Jerusalem – Gerusalemme (1902), Herr Arnes Penningar – I quattrini del signor Arne (1904), Kristuslegender – La notte di Natale (1904 e Nils Holgerssons underbara resa genom SverigeIl viaggio meraviglioso di Nils Holgersson attraverso la Svezia (1906).

Proprio quest’ultimo, ideato come libro didattico di geografia da usare nelle scuole (ai tempi l’autrice era insegnante elementare), fu un tale successo editoriale da farle guadagnare una fama mai concessa ad alcun connazionale. Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson attraverso la Svezia racconta appunto delle avventure di Nils Holgersson, un ragazzino svedese con l’abitudine di tirare brutti scherzi agli animali. In Scandinavia il libro è talmente celebre da aver dato il nome a un treno, un aereo e diversi locali.

Durante il dramma della prima guerra mondiale Selma Lagerlöf non scrisse molto, ma a partire dagli anni ’20 tornò a produrre opere importanti e legate con sottile abilità alla propria infanzia.

Si ricordano a tal riguado Mårbacka (1922), Ett barns memoarer – Memories of My Childhood (1930) e Dagbok för Selma LagerlöfThe Diary of Selma Lagerlöf (1932).

Profondamente legata alla tradizione orale della sua terra e alle leggende värmlandesi raccontatele dalla nonna paterna durante l’infanzia, Selma Lagerlöf incarna l’epica fascinazione del racconto scandinavo.

Niccolò Ratto

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